Quando un’azienda decide di commissionare un software su misura o di integrare modelli di intelligenza artificiale nei propri flussi operativi, la prima domanda riguarda quasi sempre tempi e stack tecnologico. Quasi mai la sicurezza dell’infrastruttura.
Eppure, secondo gli standard internazionali, oltre il 60% degli incidenti informatici non deriva da bug applicativi, ma da carenze strutturali nella gestione dei processi, delle identità e dei dati in cloud.
Sviluppare tecnologia solida non significa solo scrivere codice pulito: significa operare all’interno di standard metodologici e di sicurezza verificati e certificati da enti terzi. Per questo motivo in DAM Company abbiamo strutturato i nostri processi operativi attorno a 4 pilastri: ISO 27001, ISO/IEC 27017, ISO 27018 e ISO 9001.
1. ISO 27001: Gestione della Sicurezza delle Informazioni
La norma ISO 27001 attesta l’adozione di un Sistema di Gestione per la Sicurezza delle Informazioni (SGSI).
Per i nostri clienti significa avere la garanzia che:
- Tutti i flussi di dati aziendali trattati siano protetti da accessi non autorizzati e minacce cibernetiche.
- Vengano adottati protocolli rigidi per identificare, mitigare e prevenire i rischi di compromissione.
- La continuità operativa (business continuity) sia preservata anche in scenari di crisi o disaster recovery.
2. ISO/IEC 27017: Sicurezza dei Servizi Cloud
Con la progressiva migrazione verso architetture cloud e microservizi, la superficie di attacco si sposta dal perimetro locale alle infrastrutture distribuite.
La certificazione ISO/IEC 27017 estende i controlli della ISO 27001 specificamente agli ambienti cloud:
- Implementazione di controlli di sicurezza dedicati alla configurazione e manutenzione delle istanze cloud.
- Monitoraggio continuo e isolamento degli ambienti computazionali.
- Architetture digitali resilienti, progettate per ridurre a zero i punti singoli di vulnerabilità (single points of failure).
3. ISO 27018: Protezione dei Dati Personali nel Cloud
La conformità al GDPR non è una casella da spuntare su una privacy policy, ma un vincolo architetturale.
La ISO 27018 è il primo codice di condotta internazionale focalizzato sulla tutela delle Informazioni di Identificazione Personale (PII) nei servizi di Public Cloud:
- Garanzia che i dati non vengano utilizzati per scopi secondari senza autorizzazione esplicita.
- Cifratura end-to-end e tracciamento puntuale delle operazioni di lettura/scrittura.
- Massima trasparenza nella conservazione geografica e nella gestione dei backup.
4. ISO 9001: Sistema di Gestione per la Qualità
Un software sicuro deve anche essere consegnato nei tempi, manutenibile e scalabile.
La ISO 9001 certifica che l’organizzazione interna segue processi controllati e orientati al miglioramento continuo:
- Metodologie di rilascio e code review standardizzate per abbattere i ritardi e gli imprevisti di consegna.
- KPI di progetto trasparenti e allineamento costante con i requisiti del cliente.
- Standard operativi elevati lungo l’intero ciclo di vita dello sviluppo: dall’analisi iniziale al post-lancio.
La sicurezza come asset competitivo
Le certificazioni non sono “targhe da appendere”, ma il criterio con cui i decision maker possono distinguere un fornitore occasionale da un partner tecnologico per la crescita aziendale.
Se stai pianificando un’applicazione custom, un portale enterprise o un’automazione basata su AI, l’infrastruttura di sicurezza deve essere solida dal primo giorno.


