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	<title>Copywriting Archivi - Dam Company</title>
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	<description>Sviluppo Software su Misura e AI per Aziende</description>
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	<title>Copywriting Archivi - Dam Company</title>
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		<title>Copywriting: L&#8217;Algoritmo della Persuasione per Sviluppatori e Tech Lead</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dam Company]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 01 Mar 2026 17:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Copywriting]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mondo dell'informatica, siamo abituati a pensare che il codice sia l'unico linguaggio che conta. Passiamo ore a ottimizzare una query SQL o a rifinire l'architettura di un microservizio, convinti che la qualità tecnica parli da sola.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.damcompany.com/copywriting-l-algoritmo-della-persuasione-per-sviluppatori-e-tech-lead/">Copywriting: L&#8217;Algoritmo della Persuasione per Sviluppatori e Tech Lead</a> proviene da <a href="https://www.damcompany.com">Dam Company</a>.</p>
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<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo dell&#8217;informatica, siamo abituati a pensare che il codice sia l&#8217;unico linguaggio che conta. Passiamo ore a ottimizzare una query SQL o a rifinire l&#8217;architettura di un microservizio, convinti che la qualità tecnica parli da sola.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ma ecco la dura realtà: <strong>se nessuno capisce il valore di ciò che hai costruito, quel valore non esiste.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">È qui che entra in gioco il <strong>Copywriting</strong>. Non è solo &#8220;scrivere contenuti&#8221;; è l&#8217;arte di scrivere per spingere l&#8217;utente a compiere un&#8217;azione specifica. Se il codice è il motore di un software, il copywriting è l&#8217;interfaccia che permette al mondo di usarlo.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è davvero il Copywriting nel Tech?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Dimentica la poesia o la letteratura. Nel nostro settore, il copywriting è molto più simile al <strong>functional programming</strong>:</p>



<ol start="1" class="wp-block-list">
<li><strong>Input:</strong> Un problema dell&#8217;utente o un&#8217;esigenza di business.</li>



<li><strong>Processo:</strong> Una struttura narrativa chiara, logica e priva di bug (ambiguità).</li>



<li><strong>Output:</strong> Una conversione (un click, una registrazione, un acquisto).</li>
</ol>



<h2 class="wp-block-heading">Perché un informatico dovrebbe interessarsene?</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Che tu sia un freelance che deve vendere i propri servizi o un CTO che deve convincere gli stakeholder a migrare sul cloud, stai facendo copywriting. Ogni email, README su GitHub o documentazione tecnica è un&#8217;opportunità per influenzare qualcuno.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">3 Principi &#8220;Engineering-Style&#8221; per un Copy che Funziona</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Per scrivere testi che convertono, non serve ispirazione divina. Serve un metodo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">1. Risolvi un Bug, non vendere una Feature</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Agli utenti non interessa se il tuo software è scritto in <em>Rust</em> o se usa l&#8217;ultima versione di <em>Kubernetes</em>. Interessa sapere se il loro sito smetterà di andare in crash durante il Black Friday.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>No:</strong> &#8220;Utilizziamo database distribuiti ad alta disponibilità.&#8221;</li>



<li><strong>Sì:</strong> &#8220;I tuoi dati sono sempre online, anche se un intero data center va offline.&#8221;</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">2. La Regola della Semplicità (KISS: Keep It Simple, Stupid)</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Proprio come un codice troppo complesso è difficile da manutenere, un testo troppo forbito è difficile da leggere.</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Usa frasi brevi.</li>



<li>Elimina gli avverbi inutili.</li>



<li>Parla come se spiegassi il tuo progetto a un collega davanti a un caffè.</li>
</ul>



<h2 class="wp-block-heading">3. La Call to Action (CTA) è il tuo <code>return</code></h2>



<p class="wp-block-paragraph">Ogni pezzo di scrittura deve avere un obiettivo. Cosa deve fare l&#8217;utente alla fine della lettura? Senza una CTA chiara, il tuo testo è una funzione che non restituisce alcun valore.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Dove applicare il Copywriting oggi</h2>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><thead><tr><td><strong>Canale</strong></td><td><strong>Obiettivo</strong></td><td><strong>Strategia</strong></td></tr></thead><tbody><tr><td><strong>Landing Page</strong></td><td>Conversione</td><td>Focus sui benefici e risoluzione dei &#8220;pain points&#8221;.</td></tr><tr><td><strong>Documentazione</strong></td><td>Retention</td><td>Chiarezza assoluta per ridurre il carico cognitivo dei dev.</td></tr><tr><td><strong>Newsletter Tech</strong></td><td>Autorità</td><td>Condivisione di insight tecnici per costruire fiducia.</td></tr><tr><td><strong>GitHub README</strong></td><td>Adozione</td><td>Spiegazione rapida di <em>cosa fa</em> e <em>perché usarlo</em>.</td></tr></tbody></table></figure>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<h2 class="wp-block-heading">Conclusione: Il Copywriting è un Hard Skill</h2>



<p class="wp-block-paragraph">In un&#8217;epoca dominata dall&#8217;AI generativa, saper guidare le parole con intenzione e strategia è ciò che distingue un professionista da un semplice esecutore. Il copywriting non è l&#8217;antitesi dell&#8217;informatica, ne è il completamento necessario per portare l&#8217;innovazione sul mercato.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph">&#8220;Le parole sono la versione più antica di codice che abbiamo creato per programmare il comportamento umano.&#8221;</p>
</blockquote>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Design Thinking nel Copywriting: Un Approccio Innovativo per Creare Testi Coinvolgenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dam Company]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Feb 2025 17:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Copywriting]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mondo del copywriting è in continua evoluzione. Oggi, più che mai, le aziende sono alla ricerca di nuovi modi per catturare l&#8217;attenzione del pubblico, stimolare l&#8217;engagement e, soprattutto, ottenere risultati concreti. In questo contesto, il Design Thinking emerge come una metodologia potente che può essere applicata con successo anche al copywriting. Ma cos&#8217;è esattamente [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">Il mondo del copywriting è in continua evoluzione. Oggi, più che mai, le aziende sono alla ricerca di nuovi modi per catturare l&#8217;attenzione del pubblico, stimolare l&#8217;engagement e, soprattutto, ottenere risultati concreti. In questo contesto, il Design Thinking emerge come una metodologia potente che può essere applicata con successo anche al copywriting. Ma cos&#8217;è esattamente il Design Thinking e come può rivoluzionare il modo in cui scriviamo per il web?</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è il Design Thinking?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il Design Thinking è un approccio creativo e centrato sull&#8217;utente per risolvere problemi complessi. Originariamente sviluppato per il design di prodotti e servizi, questo metodo si basa su cinque fasi principali:</p>



<ol class="wp-block-list">
<li><strong>Empatizzare</strong>: comprendere profondamente i bisogni, le emozioni e le esperienze degli utenti.</li>



<li><strong>Definire</strong>: identificare il problema da risolvere e definire il focus del progetto.</li>



<li><strong>Ideare</strong>: generare idee creative e soluzioni innovative per risolvere il problema.</li>



<li><strong>Prototipare</strong>: creare versioni preliminari delle soluzioni proposte, testandole in modo rapido e iterativo.</li>



<li><strong>Testare</strong>: sperimentare e raccogliere feedback per migliorare continuamente le soluzioni.</li>
</ol>



<p class="wp-block-paragraph">Anche se il Design Thinking è stato inizialmente concepito per il design di prodotti, il suo approccio centrato sull’utente può essere applicato con efficacia anche nel copywriting. Vediamo come.</p>



<h3 class="wp-block-heading">1. <strong>Empatizzare con il Pubblico</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nel copywriting, l&#8217;empatia è fondamentale. Scrivere per il web significa parlare direttamente alle persone, conoscere le loro esigenze, paure e desideri. Adottare la fase di &#8220;Empatia&#8221; del Design Thinking permette di immergersi nel mondo del pubblico, comprendendo in modo profondo cosa li motiva e come si relazionano con il contenuto che leggono.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per applicare questa fase al copywriting, è essenziale:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Analizzare il pubblico di riferimento: Demografia, comportamenti, e problematiche specifiche.</li>



<li>Utilizzare tecniche di ricerca come interviste, sondaggi e analisi dei dati per ottenere insight utili.</li>



<li>Creare personas: figure immaginarie ma realistiche che rappresentano il pubblico target.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Solo quando comprendiamo veramente chi è il nostro lettore, possiamo scrivere contenuti che rispondano direttamente alle sue esigenze.</p>



<h3 class="wp-block-heading">2. <strong>Definire il Problema</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Una volta che abbiamo compreso a fondo il nostro pubblico, è il momento di definire con chiarezza quale problema stiamo cercando di risolvere. In questa fase, è importante riflettere su quale sia l’obiettivo principale del copy: Stiamo cercando di educare, vendere, intrattenere o suscitare una specifica emozione nel lettore?</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel copywriting, definire il problema significa rispondere alle seguenti domande:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Qual è l&#8217;obiettivo della comunicazione?</li>



<li>Cosa vogliamo che il lettore faccia dopo aver letto il nostro contenuto (comprare, iscriversi, condividere)?</li>



<li>Come possiamo articolare il nostro messaggio in modo chiaro e persuasivo?</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Questa fase di definizione aiuta a costruire una base solida per il testo, assicurandosi che ogni parola e frase contribuisca a risolvere il problema in modo efficace.</p>



<h3 class="wp-block-heading">3. <strong>Ideare Soluzioni Creative</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">La fase di ideazione è il cuore del Design Thinking e rappresenta un momento di grande libertà creativa. Nel copywriting, questo significa sperimentare con diversi approcci stilistici, formati e messaggi per trovare quello che meglio si adatta al pubblico e al problema definito.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ecco alcune tecniche per stimolare la creatività nella scrittura:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Brainstorming</strong>: Raccogli idee diverse per il messaggio, il tono e la struttura del testo.</li>



<li><strong>Mind Mapping</strong>: Crea mappe mentali per esplorare diverse angolazioni di un argomento.</li>



<li><strong>Sperimentazione con il formato</strong>: Prova vari stili di scrittura, come storie, domande o elenchi puntati.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Durante questa fase, è importante non limitarsi a una sola soluzione ma esplorare diverse opzioni. La diversità di idee aumenta le probabilità di trovare una proposta vincente.</p>



<h3 class="wp-block-heading">4. <strong>Prototipare il Contenuto</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Come nel design, il prototipo di un testo è una versione preliminare che va testata e affinata. Non aspettarti che la prima bozza del tuo copy sia perfetta. Anzi, prova a scrivere più versioni del testo, variare il tono, la lunghezza e l’approccio.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa fase, potresti voler:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Creare diverse varianti di un headline o di una call to action.</li>



<li>Scrivere più versioni di un articolo o di una landing page, esplorando diversi stili e messaggi.</li>



<li>Testare vari formati di contenuto (come blog post, social media posts, newsletter, etc.).</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Testare diversi prototipi consente di capire meglio quale versione risuona maggiormente con il pubblico.</p>



<h3 class="wp-block-heading">5. <strong>Testare e Ottimizzare</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;ultima fase del Design Thinking è il test. Anche nel copywriting, questa fase è cruciale per migliorare il messaggio. Dopo aver creato e perfezionato il contenuto, è il momento di farlo “provare” al pubblico.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo del copywriting, i test possono includere:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>A/B testing</strong>: Confrontare due versioni di un testo per vedere quale funziona meglio in termini di conversioni.</li>



<li><strong>Feedback diretto</strong>: Chiedere a un piccolo gruppo di lettori di valutare il testo e fornire feedback.</li>



<li><strong>Analisi dei dati</strong>: Monitorare le performance dei contenuti attraverso analytics per comprendere cosa funziona e cosa no.</li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">I dati raccolti durante questa fase permettono di ottimizzare i contenuti, migliorando continuamente il messaggio e le performance.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Conclusione</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Il Design Thinking, applicato al copywriting, offre un approccio innovativo e altamente efficace per creare contenuti che rispondono ai bisogni reali del pubblico. Seguendo le fasi di empatia, definizione, ideazione, prototipazione e test, i copywriter possono sviluppare testi più mirati, coinvolgenti e capaci di ottenere risultati concreti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il Design Thinking, il copywriting diventa non solo un atto creativo, ma anche una strategia basata su una profonda comprensione dell&#8217;utente e un continuo processo di miglioramento. E tu, hai già provato a utilizzare il Design Thinking nel tuo copywriting?</p>
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		<item>
		<title>Come creare una bio efficace per il tuo profilo aziendale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dam Company]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Feb 2023 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Copywriting]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La prima sezione a catturare l’attenzione dell’utente che si trova sul tuo profilo aziendale è la biografia. Se il nostro intento è quello di trasformare semplici visitatori in followers è necessario che questa sia chiara e interessante. Un metodo efficace per scrivere una bio ottimale è quello di strutturarla su tre righe: Nella prima riga [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph">La prima sezione a catturare l’attenzione dell’utente che si trova sul tuo profilo aziendale è la biografia. Se il nostro intento è quello di trasformare semplici <em>visitatori</em> in <em>followers</em> è necessario che questa sia chiara e interessante.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un metodo efficace per scrivere una bio ottimale è quello di strutturarla su tre righe:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella prima riga dobbiamo far capire chi siamo e di cosa ci occupiamo;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nella seconda riga possiamo procedere esprimendo un valore che offriamo o una capacità che mettiamo a disposizione del pubblico;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Infine, nella terza riga, possiamo aggiungere quella che in gergo viene definita <em>call to action, </em>l’invito all’azione. Molto spesso si tratta dell’invito a cliccare su un link che reindirizza verso il sito web o altri portali social, oppure un esplicito invito a seguire la pagina formulato in modo da incuriosire l’utente sui contenuti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Se abbiamo creato un account Business su Instagram la piattaforma ci permette di impostare dei veri e propri <em>pulsanti call to action</em> che invitano l’utente a chiamarci, contattarci tramite l’indirizzo di posta, aprire la navigazione su maps con l’indirizzo preimpostato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Restando su Instagram notiamo come il social permetta di aggiungere un solo link in bio. È possibile aggirare questo vincolo attraverso l’utilizzo di link aggregatori che tengono inoltre traccia del numero di click e azioni avvenute. Per creare link aggregatori possiamo avvalerci di diversi tools online come <a href="https://linktr.ee/?&amp;utm_source=google&amp;utm_medium=cpc&amp;utm_campaign=BAU_IT_Google_Brand_Intent_Local&amp;utm_term=linktree&amp;utm_content=BAU_IT_Google_Brand_Intent_Local_Linktree&amp;gclid=CjwKCAjwge2iBhBBEiwAfXDBR-BQOpwS3gWj2JxCMsu8_sXO8eE5vfJc0D-BKxc4qjMQrHh8HsOonxoCzz4QAvD_BwE&amp;gclsrc=aw.ds">linktree</a>, <a href="https://lnk.bio/it/">lnk.bio</a>, <a href="https://campsite.bio/">campsite.bio</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Subito sotto la bio, Instagram dedica poi spazio alle storie in evidenza che, se utilizzate correttamente, possono diventare un prolungamento della nostra biografia, un&#8217;opportunità di raccontarci tramite un diverso formato, ad esempio scegliendo riprese di momenti salienti dell’attività o mostrando particolari di prodotti e servizi che si offrono. Un video, anche se breve, ha un grande impatto comunicativo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non dimentichiamo di curare con la stessa attenzione gli altri dettagli che compongono la struttura del nostro profilo e che influiscono sulla presentazione dello stesso, come:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Foto profilo. Nel caso di un profilo aziendale sarebbe più adeguato l’utilizzo del logo o di altri simboli che possano identificare l’attività, redendola riconoscibile durante le conversazioni, i commenti su altre pagine e le stories. L’utilizzo di foto generiche rende il profilo anonimo, soprattutto se teniamo conto delle dimensioni ridotte delle immagini.</li>



<li>Nome. L’ideale sarebbe utilizzare lo stesso nome sia per la pagina che come username, o nomi coerenti tra di loro, che rendano il profilo facile da ricercare. Potrebbe essere utile includere nel nome il tipo di attività.</li>



<li>La corretta categoria di appartenenza. I profili aziendali danno la possibilità di inserire la categoria di appartenenza scegliendo direttamente tra una lista.</li>
</ul>
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		<item>
		<title>Corporate storytelling: ogni azienda ha una storia da raccontare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Dam Company]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 01 Nov 2022 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Copywriting]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per corporate storytelling si intende il racconto dell’identità, della storia, dei significati e valori dell’azienda, attraverso una narrazione efficace. Raccontandosi, l’azienda crea una connessione, anche emotiva, con il pubblico di riferimento, mettendo in evidenza eventuali punti comuni e differenziandosi dalla concorrenza nella mente dei consumatori. Lo storytelling aggiunge valore al brand e al prodotto, che [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per corporate storytelling si intende il racconto dell’identità, della storia, dei significati e valori dell’azienda, attraverso una narrazione efficace.</p>
<p>Raccontandosi, l’azienda crea una connessione, anche emotiva, con il pubblico di riferimento, mettendo in evidenza eventuali punti comuni e differenziandosi dalla concorrenza nella mente dei consumatori.</p>
<p>Lo storytelling aggiunge valore al brand e al prodotto, che diventano qualcosa di più.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Perché fare corporate storytelling?</strong></p>
<p>I consumatori di oggi sono al centro di un sovraccarico di informazioni e di conseguenza sono molto più selettivi nella scelta dei contenuti, ignorando quelli che percepiscono come puramente commerciali e autoreferenziali.</p>
<p>Il corporate storytelling rappresenta un’alternativa basata su una comunicazione informativa e emotivamente coinvolgente: si cerca di attrarre il consumatore/ spettatore della storia, verso il contenuto e non imporlo.</p>
<p>L’obiettivo che lo storytelling si pone è che l’utente associ inconsciamente un determinato prodotto o servizio all’azienda stessa, diventando quasi un fan: non solo acquista il prodotto o servizio ma ne parla, condivide la sua esperienza e addirittura coinvolge altre persone influenzandole nelle scelte d’acquisto.</p>
<p>Si cerca di attivare nel cliente un processo di identificazione, spingendolo a ritrovare parti di sé nel racconto, per similitudine o differenza. Tutto è fatto in modo che, per mezzo della storia, il brand sia ricordato in maniera più forte e lo si scelga tra gli altri perché in esso si nutre stima e fiducia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Impostare una strategia di storytelling</strong></p>
<p>Per impostare una strategia di storytelling è importante partire dalla definizione dell’identità aziendale recuperando le informazioni storiche e il percorso del brand, raccontandolo in un arco temporale preciso e strutturando una narrazione dal forte impatto persuasivo, ponendo giusta enfasi ai dettagli che la rendono autentica.</p>
<p>Se l’azienda è nata da poco la narrazione può utilizzare i valori che hanno fatto da base alla costruzione o si può partire dai prodotti e servizi offerti, dalle intuizioni o idee creative.</p>
<p>Per creare un corporate storytelling si può rispondere a domande come: Cosa ha portato alla nascita dell’azienda? Cosa produce/offre? In che situazioni o condizione si utilizzano i prodotti o servizi che si offrono? Qual è il processo di realizzazione e distribuzione del prodotto/servizio? Raccontando poi l’azienda come luogo di lavoro e la sua responsabilità sociale d’impresa, ovvero dell’impegno in temi e questioni sociali o ambientali.</p>
<p>Bisogna tenere a mente che uno storytelling d’impresa deve:</p>
<ul>
<li>Essere autentico, accattivante, creativo, condividendo valori, mission, vision del brand nella maniera più chiara e diretta possibile;</li>
<li>Poggiare le basi per una relazione di fiducia tra l’azienda e il target;</li>
</ul>
<p>La struttura narrativa dello storytelling fa si che si adatti sia a contenuti testuali che visivi, bisogna solo valutare il canale più idoneo a trasmettere il tipo di messaggio che si vuole veicolare; I social media, ad esempio, sono un ottimo mezzo grazie al quale possiamo raccontare anche piccoli aspetti quotidiani di un’azienda che vanno ad aggiungersi al racconto unitario.</p>
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